Modelle ufficiali: Jill De Jong


 


Nome: Jill De Jong
17 Febbraio 1982, Hoogeveen - Olanda
Capelli: castani
Occhi: verdi
Altezza: 183 cm
Sito ufficiale: http://jilldejong.tripod.com
Professione: Modella

A quindici anni Jill partecipò in Olanda ( suo paese natale) ad un Modelling Contest. Con sua grande sorpresa Jill vinse il concorso, il cui primo premio consisteva in un colloquio presso una delle Maison più importanti di Milano, capitale indiscussa della moda internazionale.
Così incominciò, quasi per caso, la sua carriera di modella in Italia.
Gli inizi però furono davvero duri: Jill era giovanissima, lontana da casa, non parlava una parola di italiano e i primi lavori non le furono proprio ben retribuiti. Lei stessa racconta di quei primi tempi duri " non conoscevo l' italiano e per la prima volta cercavo di cavarmela da sola... alloggiavo in un appartamento molto squallido affittato per pochi soldi..."
Ma la sua bellezza ed il suo carisma non passarono a lungo inosservati e ben presto la sua carriera iniziò letteralmente a decollare.
Nonostante il successo e i numerosissimi impegni, Jill volle però portare a termine i suoi studi e conseguì con successo il Diploma della scuola superiore.

Testimonial di alcune delle più prestigiose ditte di cosmesi, Jill iniziò rapidamente a guadagnarsi le prime pagine di molte riviste e a posare per importanti servizi fotografici di moda.
La svolta decisiva però avvenne quando fu scelta ( tra centinaia di ragazze) da Eidos per promuovere quella che all' epoca ( 2002) era l' ultima avventura di Lara Croft: Tomb Raider The Angel of Darkness.
Indossati i classici shorts e la maglietta della bella archeologa, Jill fece il giro di mezzo mondo, e la sua fama schizzò letteralmente alle stelle.
Come modella di Lara, Jill è sicuramente una delle più amate, forse perchè riesce ad incarnare lo spirito indomito ma allo stesso tempo fresco e sbarazzino della nota archeologa.

Riguardo al periodo in cui ha incarnato i panni di Lara Croft, Jill ha dichiarato candidamente in un' intervista: "In realtà non mi sembrava veramente di lavorare. In definitiva quello che mi si chiedeva di fare era impugnare due pistole finte davanti a telecamere e giornalisti e... giocare!".