Tomb Raider Gold II: The Golden Mask, la trama


 

Durante alcune investigazioni Lara, a caccia di nuove avventure, si imbatte in alcuni interessanti indizi.

Primo indizio: si tratta di una fotografia in cui è ritratto un cacciatore di balene Inuit che tiene in mano una stupenda maschera dorata di foggia assai simile a quella delle maschere sacre che Lara aveva rinvenuto in Tibet durante una sua precedente spedizione. Lara, incuriosita, cerca ulteriori informazioni in merito e le sue ricerche la portano a scoprire che la maschera in questione altro non è se non la maschera di Tornarsuk, divinità protettrice dei morti presso il fiero popolo Inuit, che si dice sia in grado di ridare la vita ai defunti.
Secondo indizio: questa volta Lara si trova ad osservare con estrema attenzione l' articolo di uno sgualcito giornale datato 26 maggio 1945. Nell' analizzare il testo Lara viene a conoscenza di un vecchio conflitto fra Russia e Stati Uniti circa la scoperta di una base militare segreta russa sull' isola di Melnikov, a protezione di una miniera d'oro.
La nostra indomita archeologa consulta una dettagliata cartina geografica e scopre che Melnikov è un' isola piccolissima nel mare di Bering... a questo punto traccia con il suo rossetto un bel cerchio rosso attorno all' isoletta e decide di partire per i freddi mari dell' Alaska alla ricerca della maschera.

Lara, superati ostacoli ed enigmi, riuscirà poi a trovare la base russa ( con relativi custodi che, armati sino ai denti, cercheranno di farla fuori in tutti i modi possibili) e verificherà che realmente essa è stata costruita per proteggere gli scavi di una enorme miniera d' oro.
Oltre alla strenua lotta contro i soldati russi, la nostra eroina si imbatterà anche nelle tracce dell'antica e meravigliosa civiltà Inuit, che su quell' isola aveva costruito una immensa città sotterranea.
E proprio alcuni spiriti Inuit accompagneranno spesso Lara durante l' avventura, proteggendola ed aiutandola quando si troverà maggiormente in difficoltà... così come era già accaduto in Tibet con i leali monaci guerrieri.
Lara, attraversata una lussureggiante giungla e percorso il dedalo infinito di caverne da cui è costituita questa mitica città sotterranea Inuit, gingerà infine a trovare la Maschera d'oro, scatenando così contro di se Yeti inferociti e il guardiano del dio Tornarsuk, una sorta di gigantesco pennuto minaccioso e veramente ostico da sconfiggere ( si tratta di un nemico praticamente identico al guardiano di Talion affrontato da Lara in Tomb Raider II, Il Pugnale di Xian).

Se nel corso dell' avventura avremo raccolto tutti i segreti ( costituiti da monete d' oro, lingotti e teschi dorati) potremo accedere al Livello Bonus di The Golden Mask, ossia: Incubo a Las Vegas.

In questo livello extra Lara si trova a Las Vegas in un lussuoso hotel, dove dovrebbe tenere una conferenza stampa per informare i media circa il ritrovamente della preziosa maschera di Tornarsuk.
Nei giardini dell' hotel si trovano anche il guardiano di Tornarsuk ( che Lara quindi non avrebbe ucciso ma solo catturato) e un paio di T - Rex.
In una sequenza rocambolesca di avvenimenti la nostra avventuriera si troverà a dover lottare non solo con il pennuto guardiano riuscito a liberasi, ma anche con una serie di scagnozzi del defunto Bartoli, giunti appositamente da Venezia per vendicare la morte del loro capo.
Gradita è la presenza all' inizio del livello ( quando Lara ancora ignara di tutto si trova nella sua suite) del maggiordomo Winston, che ha seguito la sua padrona sino a Las Vegas e che riesce a rompere simpaticamente le scatole anche Oltreoceano.