Caratteristiche, gameplay
e curiosità
Tomb Raider: The Last Revelation (1999) non
presenta molte implementazioni nelle abilità di Lara.
Nonostante ciò la nostra archeologa può ora aggrapparsi a corde ancorate
al soffitto e usarle per raggiungere, dondolandosi, posti altrimenti
irrangiungibili come sponde di ampi burroni. Lara può
inoltre arrampicarsi su pali, ma la caratteristica forse più
importante è che in The Last Revelation è in grado di girare gli angoli delle
cornici e delle sporgenze restando aggrappata ad esse. Il modello
poligonale del personaggio è più accurato e gli FMV e cut scenes
sono ancora migliorati nella qualità rispetto al precedente
capitolo.
Il gameplay presenta come novità la possibilità di
ripercorrere livelli precedenti (anche più volte), cosa
che crea però un pò di confusione sia nel gioco sia nei salvataggi.
I livelli già completati non appaiono più "accessibili"
per poter essere eventualmente rigiocati, ma per la prima volta si possono salvare sia la posizione sia i progressi che li comprendono. Inoltre in alcuni
livelli è possibile scegliere percorsi opzionali con
diverse difficoltà. Anche gli enigmi risultano più
articolati e complessi di quelli delle avventure precedenti.
Viene abbandonato il caratteristico inventario ad anello: ora
gli oggetti sono
posti in linea, forse per permetterne un più agevole
e rapido sfoglio, dato che in questo episodio sono davvero numerosi
e che spesso devono essere assemblati tra loro per poter essere utilizzati.
Compare una nuova arma:
il Revolver, che sostituirà la Desert Eagle. Sebbene
appaia tardi nel gioco, è molto potente ed efficace nel
contrastare i nemici. Come la balestra, quando il Revolver è combinato
con il mirino laser, il giocatore può usarlo per sparare
a specifici piccoli bersagli con estrema precisione, in una
specie di modalità cecchino con tanto di zoom. Lara userà
dei veicoli effettuando
anche delle modifiche per potenziarli, al fine di risolvere
enigmi e superare passaggi difficili.
Diversamente dai precedenti episodi di Tomb Raider, l'avventura
si svolge esclusivamente in Egitto, eccetto per il livello d'addestramento
ambientato in Cambogia.
In questo episodio Lara interagisce con un personaggio,
un suo caro amico archeologo francese residente in Egitto: Jean-Yves,
che le fornirà informazioni su antichi rituali e avrà
un ruolo importante nel corso del gioco. Questo personaggio
è ispirato chiaramente a un egittologo vivente e molto
famoso: Jean Yves Emperor,
che non fu molto felice di questa caratterizzazione.
Un ruolo fondamentale l'avrà l'amico, mentore e istruttore
nel flashback cambogiano d'addestramenteo, Werner
Von Croy: sarà lui il principale antagonista di Lara
in questo episodio. Verrà infatti posseduto dallo spirito
di Seth e si opporrà al ripristino della reclusione del
malvagio dio egizio, incautamente infranta da Lara rimuovendo
il sigillo di Horus che ne sigillava il sarcofago. In questa
avventura viene inoltre spiegato il rapporto d'odio e amore
tra i due, che sarà la struttura portante di altri episodi.
Il capitolo ebbe un discreto successo, ma non fermò la
generale tendenza della saga a una sensibile diminuzione delle
vendite (fonte: Square-Enix, 2009). Inoltre, per il tragico
finale, fu a lungo creduto l'ultima avventura di Lara. Per molti
fans e critici, qui finisce quella che si può definire
l'epoca classica di Lara.
Alcuni luoghi che Lara esplora esistono realmente. La tomba
siglata KV5, acronimo di King's Valley 5 situata nella Valle
dei Re in Egitto, è il sepolcro di Ramesse II e dei suoi
numerosi figli ed è, ad oggi, la più vasta tomba
mai scavata. L’entrata era già nota a James Burton
nel 1825, ma solo nel 1989 Kent R. Weeks, responsabile del Theban
Mapping Project, ne ritrovò l’entrata e scoprì
che si trattava di un vastissimo complesso sotterraneo. Anche
altri luoghi si rifanno a siti esistenti, come le piramidi delle
Regina, la grande piramide di Cheope, la sala dell'Ipostele,
Karnak e la Mastaba.
La musica originale
fu composta, prodotta ed arrangiata da Peter Connelly. Il tema
principale di questo episodio è una sinfonia elettronica
con influenze egiziane, che ha in gran parte le stesse note
dei temi principali dei primi tre episodi, ma è completamente
riorchestrata. Durante il gioco, possiamo sentire variazioni
del tema principale con strumenti specifici per ogni livello.
Alcune critiche sono state volte al doppiaggio in italiano di
Elda Olivieri. Nella prima parte del gioco, quando la protagonista
è ancora una ragazzina, la doppiatrice interpreta Lara
come se fosse un'adulta con toni fin troppo maliziosi.
Sparisce per la prima volta il livello d'addestramento situato
nel Maniero Croft. Viene sostituito dai primi due livelli ambientati
nella Cambogia del 1984, con una Lara giovane e Werner Von Croy
nei panni di saggio ma competitivo istruttore.
