Tomb Raider II - Il Pugnale di Xian: La trama


 

TRAMA BREVE

Lara Croft è sulle tracce del Pugnale di Xian: artefatto che, secondo un'antica leggenda, dona il potere del Drago a chi se lo conficca nel cuore. Secondo alcune fonti, questo si troverebbe presso la Grande Muraglia Cinese. Ed è lì che la nostra eroina inizia l'avventura: inizia si, perchè non è la sola a volerlo e la strada per arrivarvi non è per niente facile.


TRAMA DETTAGLIATA

Filmato iniziale:
Nell'antica Cina, in un tempo remoto, imperversa dolore e disperazione: un esercito potente, armato e agguerrito avanza di villaggio in villaggio per sottomettere i popoli al proprio dominio. Al suo fianco vediamo un drago minaccioso, il cui getto di fuoco non lascia scampo per nessuno. Come ci illustra il manuale allegato al videogioco, altri non si tratta che dell'Imperatore.
Nonostante sembri non esserci più salvezza per questi poveri popoli, un gruppo di monaci guerrieri non si da per vinto e continua la battaglia. Qualcuno di loro sembra saperla lunga: estrae dal petto del drago un lungo e affilato pugnale (che sembra riprendere una strana energia) e il drago dolorante, dopo aver bene infuocato il povero monaco, si accascia per terra sciogliendosi.
Per prevenire un'altra guerra, i monaci raggiungono un luogo assai bizzarro, apparentemente di culto; sicuramente nei pressi della Grande Muraglia Cinese. Il luogo incute abbastanza timore e sembra posseduto da una forza magica e malvagia: quando uno dei monaci finalmente riassegna il pugnale al suo luogo d'origine (un drago in oro), la segreta si chiude serrando a vita i due poveri monaci che urlano dalla paura e mostrandoci un oscuro simbolo che prende vita dai marchingegni della porta chiusasi.

Il primo livello nella Grande Muraglia
Giorni nostri: una panoramica della colossale Grande Muraglia e un elicottero in lontananza... Chi sarà mai se non la nostra eroina che calandosi da una corda raggiunge terra pronta a una nuova avventura? Scendendo in un crepaccio, inizierà l'esplorazione della Muraglia Cinese.
Il livello le riserverà molte trappole e anche una sgradita sorpresa: proprio alla fine, vicino al portone che abbiamo intravisto nel filmato iniziale e che Lara adesso ammira, un losco figuro l'attaccherà dalle spalle sia con proiettoli sia con il proprio corpo. Lara non è proprio nuova a queste accoglienze e saprà sistemarlo ben bene.
Tuttavia lo risparmia, è bene sapere chi si nasconde dietro e perchè voleva ucciderla. Forse c'è qualcun altro alla ricerca del pugnale?
Puntandolo sempre con le pistole, Lara è intenzionata a sapere. Inizia così un breve dialogo:
- Scusami tanto... se questo era solo il tuo modo di aprirmi le porte!!!
- Con un mitra al mio portachiavi...
- Adesso non più. Vai pure avanti.
- Qualche cosa mi dice che in te non scorre sangue de monaco..
- E quel qualcosa è saldamente schierato dalla mia parte. Cosa mi dici del Pugnale di Xian? Potrei averti sulla mia coscienza.
- Queste porte attendono l’avvento del prescelto e il momento opportuno. Solo allora la lama del Pugnale renderà onore ai cuori di coloro che credono! A meno che tu non sappia provare la tua lealtà.
Già da queste parole capiamo che sotto quest'attacco, si nasconde una setta o comunque un gruppo di credenti e fedeli al culto del pugnale, pronti a servire un capo che sicuramente gli avrà promesso qualcosa.
- E a chi dovrei dimostrarla?
L'uomo prende una fiaschetta ed esclama:
- Ai peccati e le fortune di Marco Bartoli!
E ingurgitando il suo contenuto, stramazza a terra. Avvelenatosi pur di non parlare.
Lara: "Forse non è ancora il momento".
Lì vicino, nella stessa area in cui abbiamo assistito alla conversazione, Lara trova un pc portatile e ne approfitta per sfruttare quest'indizio fornitole. E' infatti da quel nome che Lara inizia le ricerche: trova un certo Gianni Bartoli, residente in via Caravelli a Venezia.

Partenza dall'Italia
Da Venezia, al covo di Bartoli pieno di scagnozzi, al teatro dell'Opera abbandonato e pieno di insidie. Non c'è pace per i cattivi (ma neanche per i buoni)!
Da quest'ultimo livello Lara, proseguendo il percorso, incappa in un'idrovolante. Quasi sicuramente proprietà dei brutti ceffi che cercano di farla fuori (altri non ci sono nei retroscena del teatro!).
Sale dunque nella stiva e il portellone si chiude. Vediamo a terra delle casse con lo stesso simbolo del portone del pugnale e Lara ci fruga un po'. Allo stesso tempo, il veicolo decolla e due voci maschili iniziano a parlare. Lara non si fa sfuggire nulla naturalmente.
Primo Uomo - Non è il carico che mi spaventa.. Forse la marea se l’è portato via.. Forse Gianni non avrebbe dovuto.. non so.. Dalla sua tomba non è uscito nulla di… sostanziale.. è tutto molto strano.. Ah sì, ne sono sicuro. Credetemi ma questo non è la stessa cosa.. è vero…
Lara cerca di resistere al decollo e si avvicina sempre di più.
Vediamo dunque in cabina di pilotaggio i due uomini
Secondo uomo: - Un giorno qualcuno ti multerà quella lingua troppo veloce, Fabio. -
Fabio (il primo uomo dunque, e anche pilota)- Ehh... sì, è solo una sensazione di pelle.. sembra annebbiarti la vista!
Il secondo uomo picchia sullo stomaco Fabio e dice:
- Hai una fede così fragile…
Lo risistema sul suo posto e poi esclama:
- Rilassati, respira profondamente.. La pelle, Fabio, ti può giocare brutti scherzi, può essere una sensazione giusta ma non sempre illuminata.. quando mio padre partì che io ero ancora bambino credeva di essere a sua volta illuminato, mosso da qualcosa che andava oltre il semplice impulso.. Possedeva il Sigillo ma era solo una pedina in un piano più grande e la sua morte ha aperto la strada al vero prescelto, suo figlio. Riesci a capire? Abbi fede Fabio, lascia da parte la pelle, siamo sulla giusta strada.
Fabio: - Capisco, ho piena fiducia Marco.
Marco: - Bene.
Eccoci dunque davanti al famigerato Marco Bartoli. Nel mentre i due discutevano, Lara "lottava" fra le case che per il decollo cadevano indietro e poi pian piano, assestatosi l'idrovolante, si è avvicinata alla scaletta che portava in cabina di pilotaggio.
Marco si alza dal suo posto e si avvicina alla scala in cui c'è Lara. Capendo il pericolo Lara balza indietro sfoderando le pistole.
Nel contempo Marco esclama - Eros! Hai… "sistemato" quella dannata paratia?
Improvvisamente un altro uomo spunta alle spalle di Lara e la colpisce alla testa. Eros dunque risponde: - Sìì!.
Quindi, mentre Lara è accasciata a terra, vediamo il veicolo decollare e allontanarsi dalla piattaforma sorta sull'acqua, planare dopo un po' di tempo sull'acqua e entrare in un hangar.

Immersione in profondità
Al risveglio, la povera Lara si ritrova nella tana dei lupi, precisamente in una zona apparentemente senza via di uscita e priva di armi... Riuscirà a fuggire e esplorerà diverse zone dell'hangar (naturalmente mica prive di uomini armati fino ai denti) e riuscirà a prendere qualche munizione e arma.
Inoltrandosi sempre più in questo livello, Lara "origlierà" un'altra discussione:
- Sangue, risposte: non ho preferenze. Mi piacerebbe un po’ di entrambe
- OK Marco benvenuto tra noi
(Come sottofondo sentiamo picchiare qualcuno)
- Cosa tu preferire? Forza, il bastone su per lo stomaco? Dimmi dove cercare in monastero.
Subito dopo questa discussione, Lara sparerà ai due uomini che pestavano l'uomo da cui cercavano informazioni.
Si avvicina a quest'ultimo e fra i due parte questa interessante conversazione.
Monaco - Ah, non sei una di loro!!
Lara: - Ma tu sei un Monaco!
Monaco: - Fratello Chan Barkhang. Sei venuta per me: ho visto una luce accerchiarmi
Lara: - Erano i proiettili e credo che a loro abbiano fatto un effetto ben peggiore
Monaco: Ma tu sei la mia guida, la mia chiave verso la prossima incarnazione.. Ho fatto il mio tempo vero?
Lara: - Cosa facevi qui, con quel Marco Bartoli?
Monaco: - Niente, io conduco una vita rigorosa, per ragioni che risalgono alla stessa necessità del male. Come mio padre prima di me quando affondò il vascello di Gianni in queste stesse acque. Adesso sono qui, ero qui, per impedire a suo figlio di profanare il Sigillo.
Lara: - Il Sigillo???
Monaco: - Tu non puoi sapere delle mia missione come forse non sapevi nemmeno della loro..
Lara: - I loro giorni di gloria sono comunque finiti. -
Monaco: - Vogliono il sigillo per svelare il tesoro maligno contenuto nel nostro monastero in Tibet. Dopo essere stato trafugato da stolti vagabondi secoli fa siamo rimasti senza la chiave, potendo contare sulla sola forza delle nostre preghiere. Quindi intervenne Gianni B. acquistandola da qualche mercante d’arte. Ci mise tutti in pericolo dando vita a quella che era solo un’antica credenza, un pericolo che nessuno dovrebbe mai sottovalutare, e adesso ci risiamo. Marco, con la sua mente malvagia e i suoi deliri all'inutile ricerca di un potere che possa saziarli.. E così abbiamo dovuto riprendere le nostre armi.
Lara guarda delle tute da sub appese al chiodo e ne trafuga una per proseguire l'avventura. Dopodichè dice: Ma è solo per una giusta causa
Monaco: - Dove vuoi portarmi? Sono pronto per il grande passo. Spero che mi sia concesso un po' di riposo. Ah, ne ho bisogno.

Subito dopo vediamo Marco Bartoli entrare in scena e mirando sparare al monaco, che finisce di chiarirci le idee sul mistero.
Lara gli spara e corre via per mettersi in salvo sempre con pistole alle mani. Purtroppo non riesce a farlo secco perchè sparisce di nuovo.
Vediamo intanto un sottomarino giallo, con lo stemma del pugnale, calarsi negli abissi. Lara è decisa a seguirlo e subito si tuffa per raggiungerlo.
Con la sola forza del fiato, senza alcuna attrezzatura (un po' impossibile), Lara si "attacca" al sottomarino seguendolo ovunque vada.
Il pilota si accorge dell'intrusa e prova con una tenaglia del sommergibile a scacciarla via. Uno squalo si avvicina minaccioso al sommergibile e il pilota, intento a schivarlo, va a schiantarsi contro una roccia subacquea.
Toccherà a Lara dunque ritrovare la strada (quindi il percorso che avrebbe fatto il sottomarino) prima che sia troppo tardi per l'aria dei suoi polmoni.

Negli abissi e partenza per il Tibet
Ci faremo largo in strutture subacquee mal tenute e sempre piene di brutti ceffi. Raggiungeremo inoltre una nave bellissima anche se capovolta: la Maria Doria. Uno spettacolo per questo Tomb Raider.
Non mancherà mai la compagnia da freddare, nè mai si è sentita tanta ansia e tensione in un livello... ma almeno entreremo in possesso del tanto desiderato Sigillo.
Preso questo, Lara decide che la sua missione subacquea è finita e può riemergere.
Vicino la piattaforma Offshore abbiamo l'idrovolante su cui Lara è stata scortata: niente di meglio che un veicolo di facile portata.
Non ci pensa due volte e toltasi la muta e indossato un pesante giubotto, sale a bordo della cabina e sfreccia verso il Tibet.
L'areo però, non risponde più (sarà finito il carburante?) e Lara è costretta a cercare un atterraggio di fortuna senza rompersi il collo.
Al limite del pericolo, balza sopra il tetto dell'ex idrovolante (son saltate alii e scii d'acqua) e con un paracadute si lascia trasportare dal vento dolcemente verso terra (mentre dietro di lei il veicolo esplode).

Fra i monti tibetani...
Varietà di nemici in questi livelli ma anche degli amici (i monaci) se saprai rispettarli. Lara continua la sua avventura, che prenderà una svolta quando porrà il Sigillo nei pressi del monastero Barkhang. Questi le aprirà infatti le porte per le catacombe di Tallion, piene di mostruosi Yeti.
Ne usciremo comunque vivi (e pure in possesso della chiave di Tallion che sarà utile per il portale di Xian) mentre fuori nel buio imperversa la neve. Lara rubacchia una gip dalla compagnia bella di Marco Bartoli e spera di sfrecciare via inosservata.
Non sarà così: gli uomini la seguiranno con gli spari e un furgoncino ma avranno la peggio perchè si andranno a schiantare contro uno dei tanti alberi della foresta. Il primo furgoncino dunque esplode. Si, il primo, perchè un altro è pronta a seguirla e riesce anche a tamponarla da dietro.
Solo che i nostri nemici non avranno lo stesso fegato di Lara che intende comunque proseguire il suo tragitto saltando un immenso baratro. Quindi rimarranno indietro stupefatti.

Ritorno alla Grande Muraglia Cinese
Lara ritorna al luogo di partenza: stavolta ha la chiave per aprire il portone di Xian. Questi, una volta azionato, mostrerà lo stesso simbolo del filmato iniziale... e oltrepassatolo, inizierà - stavolta per davvero - la nostra avventura per impossessarci del pugnale.
Nuovamente il gioco ci illude: sembriamo tanto vicini al pugnale eppure per una trappola ci ritroviamo di nuovo a inseguirlo per la strada più lunga.
Quando lo raggiunge nuovamente, è troppo tardi: sta per iniziare un rituale della simpatica combriccola italiana con a capo Marco Bartoli.
Lui è sopra l'altarino del pugnale e con in mano questo, pronuncia solennemente delle frasi incomprensibili. Tutt'attorno i suoi sudditi levano le braccia. E improvvisamente, con stupore di Lara: si pugnala!
Cade all'indietro ma viene sorretto da questi uomini che lo conducono verso un altro portone che ancora non abbiamo valicato.
Cosa resta da fare a Lara? Seguirli!

Verso la fine...
Davanti a Lara un mondo del tutto surreale, ai limiti dell'immaginazione. Piattaforme volanti custodite da samurai terribili e imprevedibili... Ma se sarete bravi, riuscirete ad arrivare al drago: ovvero Marco Bartoli pugnalatosi.
Finalmente lo scontro finale.
Se l'avete sconfitto, avete con voi anche il pugnale. Finalmente correrete via a più non posso da questa Muraglia che esplode con un rumore sordo.
Secondo voi, dato lo stile di questo TR, è finita??

Certo che no!

Gli uomini di Bartoli non si danno per vinti, e mentre Lara ammira il suo cimelio a casa, seduta in vestaglina sul proprio letto, fanno irruzione nella villa Croft. Se saprete freddarli, potrete vedere Lara fare la doccia...
Come non detto! Pur di avere privacy (non possiamo darle torto) è pronta a spararci!!!

- "Sei ancora qui?!"...